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Un pioniere che continua a guardare avanti per innovare

 

Sono un altoatesino di Brunico; località nota per i suoi impianti sciistici, le montagne per fantastiche escursioni e sì, per essere a pochi chilometri da dove è nato e cresciuto Jannik Sinner;)

E dove amo tornare appena posso, visto che qui si vive benissimo.

 

Non ci vivo più dal 2000, da quando sono “in prestito” alla città di Milano, dove lavoro e risiedo con la mia famiglia.

Come Sinner e tanti altri pusteresi che si sono fatti notare nel mondo dello sport, dell'imprenditoria e della cultura, ho un mindset guidato dalla curiosità, da una forte cultura del lavoro che mi spinge a migliorarmi costantemente e da un (in passato anche “feroce”) orientamento agli obiettivi. 

Senza però scendere a compromessi: credo infatti in valori quali onestà, trasparenza e coerenza. 

Difficilissimi da portare avanti, soprattutto nel business.

 

Due aspetti della mia gioventù mi hanno significativamente formato per il lavoro.

Lo sport, e in particolare il ciclismo, che ho praticato (nel MTB) ad alti livelli da ragazzo. 

Mi ha insegnato a preparare in modo preciso e dettagliato gli appuntamenti agonistici che contavano, dandomi un metodo e avvicinandomi al concetto di indicatori di performance (oggi noti con l'acronimo di KPI), fondamentali per me anche oggi in ogni progetto. 

Fu proprio il premio in denaro di una gara che vinsi, la Dolomiti Superbike nel 1997, a darmi i soldi necessari per acquistare la prima connettività Internet professionale, per sviluppare le mie competenze nel digitale e portare avanti i primi progetti di marketing online.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E il giornalismo. Negli anni '90 ero pubblicista e scrivevo per diversi quotidiani e agenzie di stampa. Il giornalismo, grazie anche ad alcuni mentori eccezionali, mi ha insegnato ad approfondire le cose, a indagare e a non limitarmi a una chiave di lettura superficiale. 

A cercare, per capire, il perché delle cose. 

Oltre ad avermi permesso di imparare a scrivere e comunicare in modo chiaro.

Scrivere è ancora oggi una delle mie passioni; per questo motivo scrivo periodicamente articoli per diverse testate, tra cui anche Harvard Business Review.

 

La curiosità mi ha portato a essere uno dei pionieri italiani della SEO, lavorandoci dal 1996, quando ancora Google non esisteva; e del Search Advertising, con la soddisfazione di essere stato uno dei primi 100 al mondo, e primo in Italia, a conseguire la certificazione Google Adwords nel 2004.

All'inizio degli anni 2000, ho iniziato a occuparmi anche di conversion marketing e di gestione della reputazione online.

Dietro a tutto questo c'è la grande passione per i dati e la loro misurabilità. 

 

Molte delle mie esperienze dell'epoca le ho raccontate nel libro "Le nuove vie del marketing digitale" (2001, HOPS Libri).

 

Dopo aver lavorato per due anni in DNM e InferentiaDNM nel team digital marketing, nel 2002 ho lanciato SEMS, la prima e pluripremiata search marketing agency italiana. 

Qui ho seguito progetti di SEO, search advertising, digital analytics, conversion marketing per clienti quali Alitalia, Alfa Romeo, Barilla, Citroen, Expedia, Dell, FIAT, Genialloyd, ING, Iris Ceramica, lastminute.com, Linear Assicurazioni, Microsoft, Nestlé, Siemens, Sorgenia, Whirlpool, Zegna, Zurich. 

Oltre a numerose piccole e medie imprese italiane.

 

Sempre la curiosità, in questo caso di capire come cercassero gli italiani con i motori di ricerca, visto che all'epoca tutte le statistiche riguardavano solo gli USA, mi ha portato a lanciare nel 2004, con l'aiuto di Andrea Giovenali, l'Osservatorio Search in Italy, ancora attivo oggi. 

I dati di questo osservatorio mi hanno consentito di identificare con largo anticipo molti dei trent e dei comportamenti che hanno poi effettivamente preso piede in Italia. 

Oggi si concentra specificamente su ChatGPT e sui motori di ricerca generativi.

 

Nel 2012, anche per la mia passione per il ciclismo, ho lavorato allo start-up di lapassione.cc, brand di abbigliamento da ciclismo premium "direct to consumer", di cui sono stato anche socio. 

Dietro questo progetto la mia volontà di poter finalmente applicare tutta una serie di metodologie e approcci che molte altre aziende con cui ero venuto in contatto non avevano avuto il coraggio di adottare. 

In pochi anni LaPassione ha saputo conquistarsi uno spazio importante in un mondo fino a quel momento dominato da brand tradizionali, diventando anche sponsor tecnico del team Movistar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2013 il lancio di FIND, agenzia boutique indipendente di Search & Performance Marketing, che ho guidato fino al 2025. 

FIND che, nel giugno 2019, è stata inserita da Forrester Research in una lista di 32 agenzie internazionali che "chi vende online dovrebbe considerare come partner per il performance marketing". 

E che ha lavorato per tantissimi anni a fianco di brand come ActionAid, Boggi Milano, Douglas profumerie, ING, Linear, Luxottica, MaxMara, Sella, Sisley, TeamSystem, TWINSET, Unipol e tanti altri per incrementare le loro vendite, online e omnicanale; prendere azioni sulla base delle informazioni raccolte; muoversi in anteprima su nuovi canali che identificavamo, alla ricerca del vantaggio competitivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2018 sono entrato come investitore nel progetto CiclismoPlus, tour operator specializzato in esperienze che mixano ciclismo, culinaria, arte e cultura.

 

Queste mie esperienze come socio di progetti di commercio elettronico mi portano a essere contattato da molti brand direct-to-consumer, per i quali svolgo consulenze e affiancamento per favorirne la crescita, l'ingresso di potenziali investitori, l'exit.

 

Cosa mi porto via da quasi 30 anni di esperienza sul campo?

 

  • Un patrimonio di esperienza con pochi pari, che mi ha insegnato come comprendere e gestire le organizzazioni più svariate per guidarle verso precisi obiettivi.
  • La capacità di trasformare le intuizioni in soluzioni, prodotti, metodi, in grado di portare spesso un vantaggio competitivo o, in ogni caso, un ritorno concreto e misurabile.
  • L'abilità di identificare in anticipo nuovi comportamenti di ricerca, di acquisto, distinguendo i segnali utili dal rumore di fondo, per fornire insight azionabili. 
  • La capacità di saper dialogare e trattare con imprenditori, CEO, investitori e altri stakeholder chiave, per arrivare agli obiettivi desiderati.

 

Ma anche, e soprattutto, tanti errori dai quali ho tratto importanti insegnamenti e che oggi, attraverso la consulenza che offro, porto le aziende a cercare di non ripetere. Evitando perdite anche importanti di tempo e di denaro, per così accelerare la crescita.

Errori passati che mi consentono anche di spiegare meglio la necessità di sperimentare costantemente e di avere il coraggio di cambiare anche quando le cose vanno bene. 

Perché è proprio in quei momenti che si ha la serenità maggiore per provare cose nuove, permettendoti anche di sbagliare, condizione necessaria per innovare. 

 

E poi c'è un ultimo aspetto, ultimo non per importanza, appreso in questi 30 anni di esperienza: occorre avere sempre l'umiltà di saper ascoltare prima di parlare. 

Ascoltare gli imprenditori. Ascoltare i manager. Ascoltare chi ci lavora. Ascoltare anche i clienti finali. 

Perché ogni progetto è una storia completamente nuova. 

Che va compresa e valorizzata prima di capire dove e come intervenire.

 

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